https://www.nofrontiersmotorcycleadventures.com/
#NoFrontiersMotorcycleAdventures #TheWildSideOfDucati #multistradaenduro1200 #Ducati #DucatiMultistradaEnduro #BeyondBoundaries #multistradatravel #travel #motorcycle #southamerica #adventures #theAtacamaExpedition #CarreteraAustral #Ushuaia #R40 #Chile #Argentina #Brazil #RoadBook #RoadBookMag #overlanding #offroading #motorbikelife #adventuremotorcycling #adv #advbiker #bigtrailmagazine #advrider #motorcycleadventure #motorcycletravel #adventurebikerider #advriders #moto_travellers #goexplorenow #adventurelovers #whyweride #overland #makelifearide #travelmotorcycle #carreteraaustralemmoto #carreteraaustraldemoto
The Atacama Expedition
▻ FOLLOW ME HERE! ◅
+FACEBOOK - https://www.facebook.com/nofrontiersmotorcyleadventures/
IT'S TIME TO RIDE
Quando vedo finalmente la mappa del viaggio disegnata, pianificata, sminuzzata, con segnati tutti i posti dove mi fermerò per dormire, mangiare, fare benzina o solo per riposarmi quei 20 minuti ad ogni 200km, penso all’ansia che mi ha consumato nei mesi precedenti alla partenza, dal momento che ho deciso e comunicato ai miei cari che partirò.
Preparativi, liste su liste di cose da preparare, comprare, aggiustare, scoprire, chiedere ai più esperti, modificare alla moto e ancora, documenti, assicurazioni, abbigliamento di sicurezza, mappe di strade sconosciute, google street view, in modo da non lasciare nulla al caso, o almeno il minimo possibile, essere preparati, sicuri di ciò che si sta per fare, sapere dove si va, sapere cosa si farà, nel caso mi succeda qualche cosa.
É praticamente come fare il viaggio centinaia di volte nella tua mente, quando sono finalmente pronto per partire mi sento quasi esausto, come se stessi tornando e non partendo.
Si, sembra strano dirlo ma é vero, almeno per me, deve essere il mio modo di pensare, meticoloso e responsabile, alla fine anche se viaggio da solo ( per scelta ) non sono mai solo, la mia famiglia é sempre con me, quindi mi sento responsabile per me e per loro, questo sentimento mi spinge a prepararmi e far capire agli altri che lo sono, non parto alla “spera in Dio” come si dice…
Poi arriva l’ultima notte prima di partire, dormo male e poco, sveglia puntata alle 05:00, vado a “dormire” alle 02:00 per così dire, con gli occhi aperti aspetto l’alba sdraiato nel letto guardando a tratti le stelle dalla finestra e a tratti mia moglie che dorme al mio fianco, poi mi giro, non trovo la posizione, allora mi alzo e vado a vedere la mia piccola Aurora che dorme beata, che Saudade anticipata che ho delle mie due PICCOLINE.
Arriva l’ora, IT’S TIME TO RIDE, non c’è neanche bisogno che la sveglia suoni, balzo dal letto con il cuore in gola, mi vesto, esco di casa silenzioso come un ladro, con la strana senzazione di star facendo quasi qualcosa di sbagliato. In garage vedo la moto, Puma ( come l’ha battezzata Aurora ), palpitazioni e adrenalina mi invadono, poi metto il caso e accendo la belva, carica e bellissima, é arrivato il nostro momento, 2 settimane incollati, io e lei, migliaia di km, caldo, freddo, sole, pioggia, giorno e notte.
L’orizzonte si espande, l’asfalto scorre veloce, la meta distante non é più importante, in realtà se ci pensi l’asfalto che trovi sotto casa é in qualche modo fisicamente connesso all’asfalto o terra che troverai nel punto più lontano del viaggio, é una questione di seguire, tranquillo prima o poi arrivi, il nemico é la mente, ma non ti preoccupare, le paure, l’ansia e l’insicurezza spariscono quando hai il vento in faccia.
Arriva il VIAGGIO e i suoi IMPREVISTI, che io considero la cosa più bella, alla fine si controlla tutto, sei solo e incontri altri viaggiatori come te o arrivi ad un bivio e giri al lato opposto di quello che ti dice la mappa solo perché al vivo la strada sembra più bella da quel lato, finalmente la SCOPERTA, lo spirito d’AVVENTURA s’impadronisce di me, alla fine il ROAD BOOK é fatto per essere cambiato durante il cammino, come tutto nella VITA, finalmente la LIBERTÀ.
Posso dire che questo primo viaggio di 8.000 km al deserto dell’Atacama sull’Altipiano Andino é stato fantastico, anche se io lo consideravo un “test” per il prossimo grande viaggio, ma questa é un’altra storia.